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SANITÀ, CONSIGLIO STATO CONVALIDA LA NORMA CONTRATTUALE CONTRO RICORSI

La cosiddetta "clausola di salvaguardia" che impedisce  di presentare ricorso dopo che si è firmato l'accordo, secondo la suprema magistratura amministrativa, è pienamente valida poiché in linea con la nuova concezione del buon andamento economico finanziario

02/02/2017 - Sanità, il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso in appello presentato da alcuni operatori privati accreditati contro la norma contenuta nei contratti che regolano rapporti e prestazioni con il servizio sanitario regionale. La cosiddetta "clausola di salvaguardia" che impedisce  di presentare ricorso dopo che si è firmato l'accordo, secondo la suprema magistratura amministrativa, è pienamente valida poiché in linea con la nuova concezione del buon andamento economico finanziario. Con questa sentenza si pone uno stop al contenzioso, storica piaga della sanità regionale e che valeva un miliardo di euro.

La clausola prevede che con la sottoscrizione dell'accordo la struttura accetta espressamente completamente e incondizionatamente il contenuto dei provvedimenti e rinuncia alle azioni e impugnazioni già intraprese avverso i suddetti provvedimenti ovvero ai contenziosi instaurabili contro provvedimenti già adottati conosciuti o conoscibili. Alcuni operatori dopo aver firmato avevano presentato comunque ricorso.

La sentenza del Consiglio di Stato nel chiudere la vicenda e apportare chiarezza, costituisce inoltre un passaggio storico perché elimina uno dei maggiori fattori di incertezza che da sempre pesavano sulla  gestione della sanità del Lazio. Una vera e propria svolta per il mondo del lavoro.