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SANITÀ: A PIENO REGIME LE NUOVE CAMERE OPERATORIE DEL S. FILIPPO NERI

Firmato il decreto con cui si conclude l’iter per l’autorizzazione dei due nuovi blocchi operatori dell’ospedale San Filippo Neri di Roma: il blocco travaglio-parto e l’anatomia patologica. Tra le altre cose è prevista anche l’apertura dei locali destinati all’Ufficio relazioni con il pubblico e area accoglienza

13/02/2017 - A pieno regime le nuove camere operatorie dell’ospedale S. Filippo Neri: il primo è dedicato alla sezione di anatomia e istologia patologica, e il secondo è a disposizione della sezione ginecologia–parto. Il presidente, Nicola Zingaretti, ha firmato il decreto con cui si conclude l’iter formale di autorizzazione per i due nuovi blocchi operatori. I due blocchi operatori multidisciplinari sono ospitati negli edifici A e B dell’ospedale, e tra le altre cose è prevista anche l’apertura dei locali destinati all’Ufficio relazioni con il pubblico e area accoglienza.

Il blocco travaglio-parto è dotato di 3 sale travaglio-parto autonome e di ampie dimensioni, ciascuna con una propria isola neonatale, 2 camere operatorie per parti cesarei elettivi e in urgenza, stanza per l’osservazione post-partum e stanza per l’osservazione breve. Un desk operativo monitorizzato permetterà il controllo costante delle gestanti. Presenti anche nuove attrezzature, tra cui la vasca per il travaglio e il parto in acqua.

La sala per anatomia patologica è stata realizzata al primo piano del Corpo A, in un’area dedicata interamente ai laboratori dell’anatomia e istologia patologica della ASL Roma 1, un polo di eccellenza comprendente una sezione di biologia molecolare e un sistema di gestione informatizzata che garantisce tracciabilità ed efficienza del percorso diagnostico. L’anatomia patologica del San Filippo Neri è centro di riferimento anche per la ASL Roma 4 e la ASL di Rieti, con un bacino di utenza oggi superiore a 1.400.000 abitanti. È in grado di eseguire diagnostica molecolare avanzata fino alla “biopsia liquida”, ovvero con analisi di DNA circolante come monitoraggio di pazienti affetti da neoplasia, e telepatologia con vetrino digitale per lo scambio tra laboratori di casistiche e consulenze.