Esposti

L’attività di vigilanza e controllo urbanistico edilizio e la conseguente adozione dei provvedimenti repressivi (es. sospensione lavori, ordinanze di demolizione) spetta principalmente ai Comuni, che la esercitano anche avvalendosi della polizia municipale. Nei casi in cui i Comuni non esercitino le loro competenze, i cittadini, o chiunque ne abbia interesse, possono segnalare alla Regione le situazioni di presunta violazione delle norme urbanistico-edilizie di cui sono a conoscenza.

La Regione provvede innanzitutto a verificare se il presunto abuso sia stato già oggetto di controllo da parte del Comune competente. Nei casi in cui il presunto abuso non sia compreso tra quelli comunicati dalla Amministrazioni tramite gli elenchi mensili, la Regione provvede a inoltrare l’esposto al Comune per le verifiche di competenza.

Esclusivamente nelle situazioni di rilevante gravità in relazione al paesaggio, ad aree vincolate e all’assetto urbanistico-edilizio del territorio, individuate sulla base di criteri stabiliti con la deliberazione della Giunta regionale n. 137 del 16/03/2021, la Regione provvede a svolgere indagini documentali e sul territorio. In particolare, costituiscono situazioni di rilevante gravità quelle idonee a compromettere in maniera significativa e rilevante l’attuazione degli strumenti urbanistici generali o attuativi, e per le quali ricorrono almeno due dei seguenti requisiti:

a) si concretizzano interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione edilizia, anche contestuali;
b) l’intervento ricade in zona vincolata o in area demaniale;
c) l’intervento determina un significativo aumento del carico urbanistico e/o un significativo mutamento delle destinazioni funzionali;
d) l’intervento determina una significativa compromissione del territorio non urbanizzato o agricolo;
e) l’intervento ricade in zona di componente primaria della Rete Ecologica, individuata tramite PTPG e/o PRG, o negli ambiti relativi a SIC, SIN, SIR, di cui alla Direttiva Comunitaria 92/43/CEE Habitat e al Decreto del Ministero dell’Ambiente del 03/04/2000 e smi, o negli ambiti relativi a ZPS di cui alla Direttiva Comunitaria 79/409/CEE, alla DGR 2146 del 19/3/1996 e alla DGR 651 del 19/7/2005 e smi;
f) l’intervento si configura in difformità dalle previsioni degli strumenti urbanistici e/o paesaggistici;

Costituiscono in ogni caso situazioni di rilevante gravità le presunte violazioni procedurali attinenti agli strumenti urbanistici per i quali è prevista la sola approvazione comunale senza parere da parte della Regione.

Al di fuori dei casi previsti dalla delibera di Giunta Regionale n. 137/2021 la Regione non svolge autonome attività di vigilanza. Si precisa che l’esposto non può essere considerato in alcun modo alternativo al ricorso al giudice amministrativo, ovvero al giudice ordinario, quando vengano lesi diritti del soggetto interessato, essendo diversi le finalità e gli effetti che ne derivano. Si precisa, inoltre, che le indagini regionali non comprendono la verifica della corretta applicazione dei moduli procedimentali di semplificazione (quali le conferenze di servizi e gli accordi di programma) nonché dei procedimenti speciali (quali l’autorizzazione unica regionale) che autorizzano interventi edilizi.

Non sono comunque oggetto di accertamento le scelte urbanistiche discrezionali operate dal Comune in materia di governo del territorio e le denunce che riguardano aspetti estranei alla materia urbanistica, edilizia e paesaggistica (aspetti civilistici, sanitari, fasce di rispetto stradale, disciplina del commercio, del turismo, ecc.).

COME PRESENTARE UN ESPOSTO

La segnalazione su presunte violazioni della disciplina urbanistico-edilizia deve essere indirizzata alla “Direzione regionale per le Politiche Abitative e la Pianificazione Territoriale, Paesistica e Urbanistica – Area Vigilanza Urbanistico Edilizia” e presentata preferibilmente a mezzo PEC all’indirizzo vigilanza.contrasto.abusivismo@regione.lazio.legalmail.it

La segnalazione deve essere firmata e riportare i riferimenti dell’esponente e deve essere presentata unitamente ad una copia di un documento di identità. Può essere sottoscritta con firma digitale o sottoscritta con firma autografa e acquisita digitalmente (es. tramite scanner).

Al fine di consentire un efficace svolgimento dei compiti di vigilanza, è necessario che l’esponente precisi la natura delle presunte violazioni per le quali chiede l’accertamento (es. mancanza del titolo abilitativo, violazione delle prescrizioni imposte con l’atto di assenso, lottizzazione abusiva, contrasto con la disciplina di tutela del paesaggio, ecc.) ed indichi, se conosciute, quali norme ritiene violate. In questo modo la Regione può focalizzare le proprie indagini attorno ad ipotesi di illecito definite ed eventualmente richiedere al Comune chiarimenti circostanziati e specifici. Devono essere inoltre precisati la localizzazione del presunto abuso (indirizzo e/o particella catastale se nota) e un recapito per eventuali informazioni. È utile che venga specificato se è stata preventivamente richiesta un’attività di vigilanza al Comune e se questa sia stata o meno svolta e con quali esiti.

Non saranno prese in considerazione:

- richieste generiche di valutare la legittimità di un edificio o di un atto o esposti contenenti vaghi riferimenti a situazioni urbanistiche non sufficientemente precisate, in quanto non è compito di questa Direzione ricercare ogni illegittimità astrattamente ipotizzabile derivante da segnalazioni del tutto generiche;

- ogni genere di comunicazione inviata per conoscenza o nella quale non sia chiaramente richiesta a questa Direzione un’attività di vigilanza su presunti abusi;

- segnalazioni anonime e non firmate.

COMUNICAZIONI E RICHIESTE DI ACCESSO DOCUMENTALE

Nei casi in cui l’esposto comporti l’avvio di un’attività di vigilanza da parte della Regione, al soggetto che ha presentato la segnalazione viene data comunicazione dell’avvio e dell’esito delle verifiche. Poiché l’attività di vigilanza ha natura ispettiva, non è soggetta ai termini procedimentali stabiliti dalla legge n. 241/1990 e, nel caso di richieste di accesso documentale, la trasmissione dei documenti richiesti verrà differita al termine delle verifiche.

In ogni caso, le richieste di accesso documentale devono essere presentate secondo le modalità stabilite dalla Regione Lazio con Regolamento Regionale n. 11 del 9 marzo 2018 e disponibili al seguente link http://www.regione.lazio.it/rl_urp/?vw=contenutiDettaglio&cat=1&id=609.

La richiesta può essere inoltrata direttamente alla “Direzione regionale per le Politiche Abitative e la Pianificazione Territoriale, Paesistica e Urbanistica – Area Vigilanza Urbanistico Edilizia” e presentata preferibilmente a mezzo PEC all’indirizzo vigilanza.contrasto.abusivismo@regione.lazio.legalmail.it

Si applicano i costi di riproduzione e i diritti di ricerca e visura previsti dal Regolamento Regionale.

INFORMAZIONI

Eventuali informazioni possono essere richieste ai seguenti contatti: segreteriavue@regione.lazio.it

06 5168 4088

Tutti i contatti e le competenze dell’Area Vigilanza Urbanistico – Edilizia sono disponibili all’indirizzo http://www.regione.lazio.it/organigrammaRegionale/?vw=struttura&ids=1262&id=0

INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Con la presentazione della segnalazione, il richiedente deve dichiarare di aver preso visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali.

NORMATIVA

  • Delibera di Giunta Regionale n. 137/2021 - Definizione dei criteri per l'individuazione delle situazioni di rilevante gravità in relazione al paesaggio, ad aree vincolate e all'assetto urbanistico-edilizio del territorio per le quali procedere a indagini documentali e sul territorio ai sensi dell'art. 11, comma 1 bis, della LR n. 15/2008