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Piano Casa - Volendo beneficiare degli incentivi offerti dal Piano Casa, quale incremento volumetrico è ammissibile nel caso di intervento di demolizione e ricostruzione di un fabbricato sito in zona agricola, edificato dopo il 1950, in un comune con classificazione sismica 2A, destinato in parte ad uso residenziale e per altra parte costituito da pertinenze e accessori (magazzini e cantine)?

08/08/12 - Gli incentivi offerti dal Piano Casa Regionale, consentono, in deroga alla strumentazione urbanistica, incrementi volumetrici, stabiliti dagli articoli 3, 3bis e 4 della legge, in funzione della tipologia dell'intervento, configurabile come ampliamento, adeguamento sismico o sostituzione edilizia.
Nel caso di incrementi volumetrici relativi ad un fabbricato sito in zona agricola ed in un comune con classificazione sismica 2°, possono dunque configurarsi due ipotesi:
1) Gli interventi di ampliamento consentiti dal Piano Casa Regionale possono essere connessi ad altri interventi manutentivi del fabbricato esistente. Tra questi rientra la ristrutturazione edilizia e, in particolare, la demolizione e successiva ricostruzione dell'edificio, purché nella ricostruzione si rispetti la stessa sagoma e volume del fabbricato preesistente.
Pertanto, nel caso prospettato di un fabbricato sito in un comune con classificazione sismica di zona 2°, è possibile procedere alla demolizione e ricostruzione totale del fabbricato, mantenendo la volumetria e sagoma originaria, e, nel rispetto della vigente normativa antisismica, realizzare un intervento di ampliamento con gli incrementi previsti dall'art. 3 bis, comma 1, lett. a) (35%, con un massimo superficiale di mq. 90), ripartiti proporzionalmente tra le destinazioni residenziali e accessorie (art. 3, comma 1, lett. d), come già chiarito al punto 6.3 della circolare regionale approvata con D.G.R. n° 20/2012.
2) Applicazione dell'art. 4, che disciplina gli interventi di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione degli edifici.
Si tratta di un'ipotesi diversa da quella prospettata al punto precedente, perché in questo caso l'intervento di ricostruzione del fabbricato è annoverato tra quelli di "nuova costruzione" secondo la definizione data dall'art. 3, comma 1, lett. d) del T.U. 380/2001, così come già chiarito dalla seconda circolare regionale esplicativa sul Piano Casa approvata con D.G.R. n° 184/2012.
In tale ipotesi, la ricostruzione del fabbricato non soggiace ai ristretti limiti ristretti del rispetto della sagoma e volume originari, e potrà pertanto avvenire con ampia libertà progettuale e compositiva, sempre nel rispetto dell'unitarietà del fabbricato al fine di non incorrere nella violazione dell'art. 30 del D.P.R. 380/2001.
Per siffatta ipotesi, l'art. 4 del Piano Casa, con riguardo agli edifici ricadenti nelle zone territoriali omogenee "E" (Agricole), prevede incrementi della volumetria fino ad un massimo del 20% della cubatura esistente.