Terremoto Centro Italia, dieci anni dal sisma che spezzò 299 vite
Il Presidente Rocca: «È un dolore che il tempo non cancella e davanti al quale le istituzioni hanno il dovere della memoria, del rispetto e della presenza»
«Dieci anni fa il sisma del Centro Italia spezzò 299 vite e ferì per sempre intere comunità. Il nostro primo pensiero va alle vittime, alle loro famiglie, a chi perse una persona cara, la propria casa, una parte della propria vita. È un dolore che il tempo non cancella e davanti al quale le istituzioni hanno il dovere della memoria, del rispetto e della presenza. Per me quella notte conserva anche un significato profondamente personale. Ero presidente della Croce Rossa Italiana e arrivai in quelle terre nelle ore più drammatiche dell’emergenza. Ho ancora negli occhi i soccorritori, le ambulanze, chi scavava, chi aspettava una notizia e la straordinaria dignità di quelle comunità. Oggi ho una responsabilità diversa, quella di presidente della Regione Lazio, ma c’è un filo che non si è mai spezzato: allora il dovere era soccorrere e non lasciare solo nessuno; oggi è accompagnare fino in fondo la ricostruzione e restituire futuro a quei territori. Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. Dopo dieci anni, chi aspetta ha aspettato abbastanza. Continueremo a lavorare con ancora maggiore determinazione, perché ricostruire non significa soltanto rialzare case e edifici, ma restituire luoghi, relazioni, speranza e futuro. Lo dobbiamo a chi non c’è più e a chi, con una forza che non possiamo dimenticare, ha scelto di restare».

Lo dichiara il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, presente ad Amatrice alle celebrazioni per i dieci anni dal sisma che sconvolse il Centro Italia, insieme a tutta la Giunta Regionale e alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

Data di aggiornamento/verifica: 26/08/2026