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Alzheimer: approvato in giunta il piano da oltre 1 mln di euro per attività del fondo per le demenze

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Giovane medico assiste paziente anziano affetto da alzheimer - Foto di Elnur da Adobe Stock

Una rete per corretta e tempestiva diagnosi, riguarderà circa 50 mila pazienti di cui oltre 30 mila donne.

Nell’odierna seduta di Giunta è stato approvato il Piano di attività regionale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze. Il Piano prevede un investimento da oltre 1 milione di euro e un’attività di formazione rivolta ai medici di medicina generale (MMG) che operano nelle Asl o Distretti con l’obbiettivo di creare una rete con i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (CDCD) per una corretta e rapida gestione dei flussi dei pazienti.

“Le patologie neurodegenerative che causano la demenza rappresentano un carico assistenziale crescente per il Sistema sanitario anche a causa dell’invecchiamento della popolazione. Una corretta e tempestiva diagnosi è importante ai fini terapeutici. Le demenze in età avanzate colpiscono soprattutto la popolazione femminile e su questo va rafforzata la rete di protezione per le famiglie” ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Tenendo conto delle diverse peculiarità dei diversi territori e delle realtà Aziendali sono state individuate 2 Asl nell’area metropolitana della capitale (Asl Roma 2 e 3) e 2 Asl nelle province (Asl di Frosinone e Viterbo) al fine di migliorare i processi organizzativi.

“I medici di medicina generale saranno formati per riconoscere i ‘sintomi sentinella’ presenti in fase prodromica di malattia – conclude l’Assessore Alessio D’Amato – e alla somministrazione del General practitioner assesstment of cognition (GPCog) il test di facile utilizzo per l’identificazione delle condizioni di sospetto deficit cognitivo. Un passo in avanti importante che aiuterà tutto il sistema in una rapida e precoce diagnosi della malattia per la presa in carico del paziente”.

Il programma formativo rivolto agli MMG sarà indirizzato anche alla promozione della prevenzione primaria del deterioramento cognitivo, all’individuazione dei fattori di rischio e al riconoscimento degli stili di vita potenzialmente pericolosi. Una parte del programma sarà rivolta alla comunicazione dei corretti stili di vita salutari (dieta, attività fisica, riduzione di sostanze d’abuso e dell’esposizione a fattori tossici).

“E’ molto importante costruire anche una rete di palestre della salute affinché l’attività fisica possa ridurre gli effetti neurodegenerativi” ha concluso D’Amato.

Per quanto riguarda la popolazione residente over 65 anni nelle Asl di riferimento del programma si registrano stime di demenza pari a circa 50 mila casi: nella Asl Roma 2 un totale di 22.785 casi (6.563 uomini e 16.222 donne), nella Asl Roma 3 un totale di 10.367 casi (3.022 uomini e 7.345 donne), nella Asl di Viterbo un totale di 5.749 casi (1.722 uomini e 4.027 donne) ed infine nella Asl di Frosinone un totale di 8.640 casi (2.637 uomini e 6.003 donne)

Tematica: Giunta regionale

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