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Lazio, futuro in corso

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Scie di luci su strada di notte - Photo by Radek Kilijanek on Unsplash

L’iniziativa prevede importanti investimenti per l’ampliamento delle infrastrutture, interventi che garantirebbero fino a 38.400 posti lavoro in più

Gli interventi per l'ampliamento delle infrastrutture materiali e immateriali del Lazio nei prossimi 5/7 anni potranno portare da un minimo di 25mila posti di lavoro a tempo pieno l'anno per un periodo di 5anni fino a 38.400 unità di lavoro a tempo pieno l'anno per sette anni, con importanti ricadute sul Pil sul regionale. Il dato, raccontato dall'assessore Alessandra Sartore, in occasione dell'evento "Lazio, futuro in corso", scaturisce da un'analisi condotta dagli uffici regionali della Programmazione economica per avere una stima dell'impatto dell'ampliamento delle dotazioni infrastrutturali regionali, affiancando a quelle portuali e digitali quelle ferroviarie e stradali.

Attraverso l'uso del modello IrpetInput-Output bi-regionale, Lazio -  resto d'Italia, "abbiamo costruito- ha spiegato Sartore- due scenari a cinque e sette anni, tenendo distinti il portafoglio progettuale, per cui è garantita la necessaria provvista finanziaria, da quello la cui realizzazione è legata alle decisioni che verranno assunte dal governo e negoziate con la Commissione Ue rispetto al piano nazionale per la ripresa e la resilienza".

Il primo scenario è "in parte già in attuazione e riguarda esclusivamente le reti stradali e ferroviarie. Le ipotesi formulate per la stima dell'impatto economico per l'ampliamento delle infrastrutture stradali regionali prevedono un investimento pubblico, ripartito in quote annue costanti, di 285 milioni per opere civili e 95 milioni per macchinari e noleggi- ha dettagliato Sartore- I risultati, con le ipotesi date, indicano che il pil annuo generato si incrementerebbe di 248 milioni nel territorio regionale e 63,4 milioni nel resto d'Italia. Il valore aggiunto annuo è stimato in circa 200 milioni nel territorio regionale e 62 milioni come valore aggiunto attivato nel resto d'Italia. L'investimento pubblico annuo per le infrastrutture statali supporterebbe una domanda di lavoro pari a 3600 unità di lavoro all'anno”.

Passando alle ferrovie regionali, si prevede "un investimento pubblico in quote annue costanti di 1,036 miliardi per opere civili, di cui 680 milioni per armamento e altrettanti per le attrezzature. I risultati relativi all'ampliamento della dotazione ferroviaria indicano che il Pil annuo generato sarebbe pari a 1,390 miliardi nel territorio regionale e 590 milioni nel resto d'Italia. Il valore aggiunto annuo è stato stimato in 1,205 miliardi nel territorio regionale e 578 milioni come valore aggiunto attivato nel resto d'Italia. L'investimento per infrastrutture ferroviarie è in grado di sostenere una domanda di lavoro di oltre 21mila unità all'anno".

Per quanto riguarda invece lo scenario a sette anni "derivato da interventi programmati nel documento linee di indirizzi 21/27e della Next Generation Lazio, riguarda reti stradali, ferroviarie, portuali e digitali. Gli interventi e i relativi finanziamenti si affiancheranno a quelli considerati nel primo scenario, in parte deriverebbero dalle attribuzioni del PNRR e in parte dal fondo sviluppo e coesione 21/27- ha continuato Sartore. Su questo secondo scenario abbiamo studiato l'impatto economico diretto e indiretto di un ampliamento della rete portuale e digitale. Le ipotesi formulate per la stima dell'impatto economico derivato dall'ampliamento delle infrastrutture portuali regionali, prevedono un investimento in quote annue costanti di141 milioni per opere civili, 5 milioni per acquisto macchinari,5 milioni per acquisto di attrezzature e 5 milioni noleggio di macchinari. Il pil annuo generato sarebbe pari a 148 milioni nel territorio regionale e 61 milioni nel resto d'Italia. Il valore aggiunto annuo è stato stimato in 118 milioni nel territorio generato e quello attivato nel resto d'Italia sarebbe pari a circa 60 milioni. L'investimento annuo in infrastrutture portuali sarebbe in grado di supportare 2.200 unità di lavoro all'anno".

 Per la rete digitale regionale "abbiamo previsto una spesa di investimento annua costante di 129 milioni per opere civili, 7 milioni per acquisto di attrezzature e 7milioni per il noleggio dei macchinari. L'ampliamento della rete digitale, attribuibile per lo più alla voce 'opere civili', indica che il pil annuo generato sarebbe pari a 104 milioni nel territorio regionale e 18 milioni nel resto d'Italia. Il valore aggiunto annuo attivato è stato stimato in 88 milioni per il territorio regionale e quasi 18 milioni per il resto d'Italia. L'investimento pubblico annuo sarebbe in grado di sostenere 1.600unità di lavoro annuo".

Del secondo scenario fa parte anche "l'ipotesi di un'ulteriore dotazione finanziaria per il completamento della maglia stradale ferroviaria. È sufficiente - ha aggiunto Sartore - richiamare l'evidenza di un ulteriore impulso occupazionale che verrebbe garantito dagli interventi aggiuntivi che è possibile quantificare in 10mila unità di lavoro all'anno, 4.700 per opere stradali, 5.300 per opere ferroviarie per un periodo di sette anni. Nel terzo trimestre 2020 nel Lazio c'erano 287mila persone in cerca di lavoro, secondo gli ultimi dati Istat, 74mila in più rispetto al 2019 e questi dati possono peggiorare se non interveniamo".

Insomma, "secondo queste analisi gli interventi infrastrutturali già previsti nel Lazio garantiscono quasi25mila posti di lavoro a tempo pieno l'anno per un periodo di 5anni, solo con riferimento alla sola fase di cantiere e senza considerare l'effetto moltiplicativo sulla competitività del sistema regionale per il lungo periodo- ha concluso Sartore. La possibilità di incrementare il portafoglio di finanziamenti con il negoziato europeo sul Recovery e il negoziato nazionale sul nuovo ciclo del Fondo sviluppo e coesione, innalzerebbe le opportunità occupazionali fino a coinvolgere complessivamente38.400 unità di lavoro a tempo pieno all'anno per sette anni".

Tematica: Bilancio

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