Tor Sapienza, ripartono i lavori nel complesso ATER di viale Giorgio Morandi
Avviata la demolizione dei corpi centrali, pericolanti, degradati e non utilizzabili. Al loro posto ci sarà un grande parco, con aree verdi, percorsi pedonali, spazi per lo sport e il tempo libero
Sopralluogo presso il cantiere ATER di viale Giorgio Morandi, a Tor Sapienza, alla presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, dell’On. Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera dei Deputati, degli Assessori regionali Pasquale Ciacciarelli e Fabrizio Ghera, accompagnati dal Commissario Straordinario di ATER Roma, Orazio Campo, e dal Direttore Generale ATER Roma, Marco Rocchi.
Il cantiere per la riqualificazione della corte interna del complesso edilizio di viale Giorgio Morandi, che prevede la demolizione dei due fabbricati originariamente realizzati per uso commerciale ma che nel tempo sono stati interessati da continue occupazioni abusive e da fenomeni di illegalità diffusa, ha avuto origine con la precedente amministrazione ATER. L’intervento ha tuttavia subito sin da subito una battuta d’arresto a seguito dello stop disposto dalla Sovrintendenza Capitolina e del conseguente necessario intervento dell’attuale amministrazione ATER per chiarire le criticità emerse.
Il primo progetto di demolizione dei corpi centrali del complesso di Tor Sapienza, finanziato dalla Regione Lazio per un importo di circa due milioni di euro, era stato infatti avviato in via d’urgenza in assenza delle necessarie autorizzazioni, nonostante gli edifici fossero sottoposti a tutela da parte della Sovrintendenza Capitolina in quanto inseriti nella Carta per la Qualità.

L’attuale dirigenza di ATER Roma ha quindi lavorato fin da subito per consentire la ripresa dell’intervento nel pieno rispetto della normativa vigente. Tale attività ha portato, nel 2024, alla cancellazione dei due edifici interessati dalla Carta per la Qualità e, conseguentemente, all’eliminazione del vincolo urbanistico che ne impediva la demolizione. Ciò ha reso possibile la riprogettazione dell’intervento di concerto con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma del Ministero della Cultura e la definizione di una nuova visione per la corte centrale del lotto, finalizzata a restituire ai residenti uno spazio più sicuro, vivibile e pienamente fruibile.
Grazie al costante confronto avviato dall’attuale amministrazione ATER con la Sovrintendenza Capitolina, che ha consentito lo stralcio dei due edifici dalla Carta della Qualità, e soprattutto grazie all’importante investimento dell’odierna amministrazione Regionale, che ha destinato ad ATER Roma ulteriori 15,7 milioni di euro, è oggi possibile dare piena attuazione al programma di riqualificazione del complesso di Tor Sapienza. Le risorse stanziate prevedono, in particolare, 13,5 milioni di euro destinati alla riqualificazione degli edifici ad uso residenziale costituiti da oltre 500 alloggi e 2,2 milioni di euro per la demolizione delle stecche centrali non residenziali e la realizzazione della nuova corte centrale, che sarà trasformata in un parco urbano a servizio dei circa 3.000 abitanti del lotto.
Tra gli elementi qualificanti dell’opera avviata da ATER Roma grazie ai finanziamenti regionali vi è la particolare attenzione dedicata alla gestione e al recupero dei materiali derivanti dalle demolizioni, nell’ottica della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare.
Nel corso del sopralluogo il Presidente della Regione Lazio e le altre Istituzioni presenti hanno potuto visitare il cantiere e assistere direttamente alle operazioni di demolizione di uno dei due edifici centrali, prendendo visione dello stato di avanzamento di un intervento strategico per il recupero urbano e sociale dell’intero complesso di Tor Sapienza.

Dopo anni di attese e criticità, il complesso di Tor Sapienza si avvia così verso una nuova fase della sua storia. La trasformazione della corte centrale in un parco urbano e la riqualificazione degli edifici residenziali rappresentano un segnale tangibile di attenzione verso il territorio e i suoi abitanti, restituendo alla comunità spazi più sicuri, decorosi e funzionali e contribuendo a costruire un modello di periferia più moderna, inclusiva e sostenibile.

Data di aggiornamento/verifica: 17/06/2026