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Rischi naturali e antropici

I rischi naturali e antropici rappresentano minacce per persone e infrastrutture, spesso amplificate dall'interazione tra eventi naturali e attività umana. La gestione di tali rischi si basa su prevenzione e mitigazione, coordinata dalla Protezione Civile. Il cambiamento climatico agisce come moltiplicatore di rischio, rendendo i fenomeni naturali più intensi. La gestione integrata, la pianificazione territoriale e la conoscenza del rischio (Pericolosità, Vulnerabilità, Esposizione) sono cruciali per la sicurezza. .

Tale rischio viene valutato considerando le criticità sul territorio connesse a:

  • fenomeni franosi che interessano i versanti ovvero frane di crollo, colate di fango e detrito, scorrimenti di terra e roccia, frane complesse e smottamenti;
  • fenomeni misti idrogeologici-idraulici che interessano il reticolo idrografico minore ovvero innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua minori a regime torrentizio con tempi di corrivazione brevi, scorrimenti superficiali delle acque, sovralluvionamenti, erosioni spondali.

In fase previsionale, uno degli elementi principali ai fini della valutazione del rischio idrogeologico, è costituito dalle soglie pluviometriche, ovvero valori critici di precipitazione, al superamento delle quali sono attesi determinati effetti al suolo.  Alla severità degli effetti attesi corrisponderanno dei tre diversi livelli crescenti di Allerta/Criticità, associati ai codici colore Gialla/Arancione/Rossa.

Tale rischio comprende eventi di pioggia generalmente molto improvvisi, localizzati e violenti, accompagnati accompagnato spesso da fulmini evento, e sono caratterizzati da una elevata incertezza previsionale. Le precipitazioni associate, infatti, sono contraddistinte da variazioni di intensità, rapide e notevoli, sia nello spazio che nel tempo.

Ai fini della valutazione di Allerta/Criticità concorre, in fase previsionale, il superamento di determinate soglie pluviometriche, ovvero valori critici di precipitazione, al cui superamento corrisponderanno due diversi livelli crescenti di Allerta/Criticità, associati ai codici colore Gialla/Arancione.

Tale rischio viene valutato a scala regionale considerando le criticità sul territorio connesse al passaggio di piene fluviali nei corsi d’acqua maggiori, “per i quali è possibile effettuare una previsione dell’evoluzione degli eventi sulla base del monitoraggio strumentale dei livelli idrometrici”.

Il principale indicatore per la valutazione della pericolosità idraulica è il livello idrometrico nei corsi
d’acqua maggiori. La gravità dei possibili effetti indotti dalla piena sui territori circostanti, può considerarsi generalmente proporzionale al livello raggiunto dall’acqua.

In fase di previsione e monitoraggio del rischio idraulico per i corsi d’acqua principali, in caso di variazione significativa dei livelli idrometrici rispetto alle soglie di riferimento definiti, vengono valutati tre livelli crescenti di Allerta associati ai codici colore Gialla/Arancione/Rossa.

Si definisce Rischio per vento il rischio indotto da condizioni di vento particolarmente intenso, originato da strutture della circolazione atmosferica più ampie rispetto ai singoli nuclei temporaleschi.

Il principale indicatore per la valutazione della pericolosità del vento è la forza dello stesso, a cui, in fase previsionale, sono correlati effetti e danni sul territorio. La valutazione dell’Allerta per vento è articolata in tre livelli associati ai codici colore Gialla/Arancione/Rossa.

Si definisce Rischio per neve il rischio indotto da precipitazioni nevose con accumulo al suolo in quantità tali da generare difficoltà e danni alle persone ed alle attività ordinariamente svolte dalla popolazione.

I due principali indicatori per la valutazione della pericolosità da neve sono l’accumulo medio di neve al suolo in cm nell’arco di 24 ore, e la quota neve, indicata come quota s.l.m. al di sopra della quale la precipitazione raggiunge il suolo in forma di neve e non di pioggia.

La valutazione dell’Allerta per neve è articolata in tre livelli associati ai codici colore Gialla/Arancione/Rossa.

L’intero territorio della Regione Lazio con l'ultima riclassificazione del 2009 (DGR 387/09), modificata da aggiornamenti minori degli ultimi anni (DGR n. 571 del 02/08/2019), è stato dichiarato sismico.

In realtà le scosse più forti e quindi la Pericolosità Sismica si concentrano nelle aree dell'Appennino reatino, dell'Appennino frusinate legati alla tettonica dell’Appennino  e nella zona dei Colli Albani, dove invece sono legati all'evoluzione vulcano-tettonica dell’area dei Castelli Romani.

In questi ultimi decenni, gli studi pericolosità sismica a livello regionale e nazionale hanno permesso di raggiungere maggiori conoscenze sulle zone a maggiore pericolosità sismica e di conseguenza cosa sia possibile aspettarsi da un evento sismico. In ogni caso la migliore prevenzione è l'essere preparati e cercare di adottare misure sugli edifici al fine di ridurre le conseguenze di un terremoto.

Il Rischio Sismico è vincolato a tre parametri principali combinati fra loro:  pericolosità, vulnerabilità ed esposizione. Il suo valore indica l'entità dei danni attesi in un intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione (natura, qualità e quantità dei beni esposti).

La Pericolosità Sismica di un territorio è data dalla frequenza e dalla forza dei terremoti che lo interessano, ovvero dalla sua sismicità. Sarà tanto più elevata quanto più probabile sarà il verificarsi di un terremoto di elevata magnitudo, a parità di intervallo di tempo considerato.

La Vulnerabilità è la predisposizione di una struttura o infrastruttura a essere danneggiata in base all'azione sismica generata da un terremoto. Più un edificio è vulnerabile maggiori saranno i probabili danni subiti.

L' Esposizione indica il valore in termini di presenza di beni esposti al rischio, la possibilità cioè di subire la perdita di vite umane, danni economici e al patrimonio culturale.

Il rischio di incendio boschivo rappresenta una delle emergenze più ricorrenti e insidiose nel territorio laziale, in particolare durante la stagione estiva, quando le alte temperature, la siccità prolungata e i venti caldi creano condizioni di elevata vulnerabilità per boschi, macchie mediterranee e aree rurali. 

La prevenzione costituisce il primo e più efficace strumento di difesa del territorio. La Direzione Regionale Emergenza, Protezione Civile e NUE 112 promuove attività sistematiche di informazione alla cittadinanza, monitoraggio delle aree a rischio e coordinamento con gli enti locali, i Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco e le altre componenti del sistema regionale di protezione civile. Particolare attenzione è rivolta alla corretta gestione dei boschi, al rispetto dei divieti stagionali e alla segnalazione tempestiva di comportamenti potenzialmente pericolosi.

La formazione dei volontari di protezione civile rappresenta un pilastro fondamentale della risposta al rischio AIB (Antincendio Boschivo). Le organizzazioni di volontariato operanti sul territorio regionale svolgono percorsi formativi specifici — riconosciuti a livello nazionale — che comprendono la conoscenza del comportamento del fuoco, le tecniche di avvistamento e segnalazione, le procedure operative in squadra e l'utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale. Una forza volontaria preparata e coordinata consente di integrare in modo efficace l'azione delle strutture operative professionali.

Con la DGR n. 1145 del 23 dicembre 2024 la Regione Lazio ha approvato le “Direttive per l’Allertamento e Indirizzi per la Pianificazione locale di protezione civile per il rischio valanghe nella regione Lazio”.

La Direzione regionale Emergenza, Protezione Civile e NUE 112, ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 agosto 2019, “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale e per la pianificazione di protezione civile territoriale nell’ambito del rischio valanghe”, ha predisposto le Direttive regionali per il rischio valanghe.

Quest’ultime contengono ed illustrano gli elementi conoscitivi del territorio regionale, le procedure del sistema di allertamento, il modello di intervento del Sistema Regionale di Protezione Civile e le indicazioni per l’aggiornamento della pianificazione di protezione civile locale.

Questa Direzione regionale ha individuato una prima perimetrazione delle aree potenzialmente valanghive che è consultabile al seguente indirizzo (da copiare nel proprio browser):

WebApp Rischio Valanghe Regione Lazio

A seguito dell’approvazione delle Direttive, l’impegno di questa Direzione proseguirà nel supporto tecnico a Prefetture, Province e Comuni per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile di loro competenza.

Data di aggiornamento/verifica: 21/05/2026

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