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NUR - Numero Unico Regionale 06 99 500

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Infrastrutture energetiche

In materia di produzione dell’energia elettrica l’Area Infrastrutture Energetiche della Regione cura l’intesa regionale per la costruzione e l’esercizio degli impianti per la produzione di energia elettrica, localizzati nel territorio regionale, con potenza superiore a 300 MW. Tale assenso è da intendersi indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione unica rilasciata a seguito di un procedimento unico, di competenza del Ministero delle Attività Produttive, al quale partecipano le Amministrazioni statali e locali interessate. Ai sensi dell’articolo 1, comma 1 della legge 09/04/2002, n. 55, le autorizzazioni uniche riguardano la costruzione o la modifica delle centrali termoelettriche che vengono dichiarate contestualmente di pubblica utilità. Nel sistema elettrico la produzione di energia elettrica avviene tramite l’utilizzazione delle fonti energetiche convenzionali o non rinnovabili (gas naturale, carbone e petrolio) e con fonti rinnovabili (energia idroelettrica, solare, geotermica ed eolica). L’energia elettrica convenzionale scaturisce dalla combustione, nelle centrali termoelettriche, di combustibili fossili. 

Il sistema elettrico nazionale si articola nelle seguenti attività: 

L’ attività di trasmissione dell’energia elettrica è riservata allo Stato in collaborazione con le Regioni. L’Area Sostenibilità Energetica esprime il competente parere preliminare, previsto dalla vigente normativa, al Piano di Sviluppo della Rete Elettrica Nazionale (RTN) redatto da Terna S. p. A. (proprietaria e gestore della RTN) in relazione agli interventi ricadenti nel territorio regionale. Terna Rete Elettrica Nazionale S. p. A. responsabile in Italia del trasporto dell’energia elettrica per garantire la sicurezza, l’affidabilità, l’efficienza e la continuità del servizio elettrico e degli approvvigionamenti, pianifica lo sviluppo sostenibile della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) nel rispetto dell’ambiente, del territorio e del paesaggio.

Il Piano di Sviluppo della RTN contiene gli interventi previsti/programmati sulla rete di trasmissione nazionale che nel Lazio riguardano, soprattutto, la razionalizzazione dell’area metropolitana di Roma. Il Piano di Sviluppo della RTN è approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Autorità per l’energia Elettrica e il Gas (AEEG).

L’Area Sostenibilità Energetica cura altresì l’intesa regionale alla realizzazione dei progetti concernenti la qualità e la continuità del servizio e l’assetto della rete per la parte ricadente nel territorio regionale ai sensi dell’art. 1, comma 26 della legge n. 239/04 di riordino del settore energetico.

Le funzioni e i compiti concernenti gli elettrodotti di distribuzione con tensione fino a 150 KV sono stati attribuiti alle Province con la legge regionale n. 42/1990 modificata, nella fattispecie, dall’art. 114 della legge regionale n. 14/1999.

L’autorizzazione alla costruzione ed esercizio dei gasdotti/oleodotti individuati e classificati nella Rete Regionale di Trasporto, è di competenza regionale. La Regione Lazio provvede, altresì, all’intesa regionale preliminare e imprescindibile al rilascio dell’autorizzazione necessaria alla costruzione/modificazione dei gasdotti appartenenti alla Rete Nazionale dei Gasdotti. 

Il trasporto del gas avviene attraverso tubazioni interrate di diametro variabile e a media/alta pressione. Dalle reti di trasporto nazionale e regionale il gas viene avviato alle utenze finali attraverso gasdotti di distribuzione locale aventi piccole dimensioni e livello di pressione basso, controllati dalle Società di Distribuzione. Nella Regione Lazio operano due società esercenti il trasporto e dispacciamento dei gas: la Società Snam Rete Gas e la Società Gasdotti Italia (S.G. I.). La rete regionale dei gasdotti, non classificata in modo diretto dal D.lgs. n. 164 del 2000 risulta essere la parte non compresa nella rete nazionale ed è individuata periodicamente in Decreti ministeriali del Ministero dello Sviluppo Economico. La rete è di competenza regionale per quanto riguarda gli aspetti autorizzativi e di applicazione delle norme sulla pubblica utilità e sull’espropriazione, stabilite dal D.lgs. n. 330 del 2004. 

La Regione Lazio, dovendo procedere all’approvazione dei progetti per la costruzione e l’esercizio dei gasdotti/oleodotti ricadenti nel territorio regionale finalizzati all’ampliamento della rete regionale, a norma dell’art. 10 del D.lgs. n. 164 del 2000 e dell’art. 52 del DPR n. 327/2001, con DGR n. 494 del 2004 recante “Dichiarazione di pubblica utilità per la costruzione dei gasdotti regionali e della rete di distribuzione di gas naturale – Iter provvisorio”, ha deliberato il procedimento autorizzativo, in relazione agli adempimenti di competenza. Il procedimento autorizzativo coinvolge numerose Amministrazioni/Enti pubblici ed è caratterizzato dalla notevole complessità degli atti amministrativi necessari al completamento dell’iter procedurale. 

Il procedimento unico di cui all’art. 52 quater del D.P.R. n. 327/2001 e s. m. i. si svolge tramite conferenza di servizi, nell’ambito della quale confluiscono tutti gli apporti amministrativi necessari per la costruzione e l’esercizio dell’impianto, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili. 

L’istanza sottoscritta dal rappresentante legale o dal soggetto delegato deve essere trasmessa alla PEC regionale programmisvilupposostenibile@regione.lazio.legalmail.it, completa degli allegati, e in n. 1 copia in formato cartaceo al seguente indirizzo: 
Direzione Infrastrutture e Mobilità Area Sostenibilità Energetica Via di Campo Romano n. 65, CAP 00173 Roma (RM). 

Entro 5 giorni dal ricevimento dell’istanza, l’Amministrazione competente comunica l’avvio del procedimento, indice la conferenza di servizi in modalità asincrona e stabilisce la data eventuale della riunione in modalità simultanea, ai sensi della legge 241/1990 e successive modificazioni, dopo aver verificato la completezza formale della documentazione allegata all’istanza. L’Amministrazione competente può altresì comunicare l’improcedibilità dell’istanza per carenza della documentazione nei casi di comprovate carenze documentarie. 

Il tracciato di una condotta dovrà tenere conto dei vincoli e delle infrastrutture presenti nel territorio. Per la progettazione deve essere svolta un’indagine conoscitiva del territorio e in particolare devono essere acquisiti i fattori geologici, idrogeologici, topografici, gli insediamenti urbani e i programmi dei Piani Regolatori, l’esistenza di aree naturali protette, parchi, Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS), la presenza di infrastrutture di trasporto quali strade, ferrovie e linee elettriche, di corsi d’acqua e di aree di bonifica. 

In ottemperanza al D.lgs. n. 93 del 2011, i Gestori della rete di trasporto redigono e trasmettono alle Regioni territorialmente interessate dagli interventi programmati, il Piano decennale di sviluppo della rete e i relativi aggiornamenti per l’acquisizione del parere da rilasciare al Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre, i Gestori devono presentare con cadenza biennale alla Regione e al Ministero dello Sviluppo Economico istanza di aggiornamento delle infrastrutture. Acquisito il parere della Regione, il Ministero dello Sviluppo Economico procede alla pubblicazione dell’aggiornamento della Rete. 
 

Risorse geotermiche a bassa entalpia e l’installazione di impianti di produzione di calore da risorsa geotermica.
Per effetto del comma 1 dell’articolo 10 del D.lgs. 22/2010 si definiscono piccole utilizzazioni locali di calore geotermico quelle per le quali sono soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni:

  • consentono la realizzazione di impianti di potenza inferiore a 2 MW termici, ottenibili dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi;
  • ottenute mediante l'esecuzione di pozzi di profondità fino a 400 metri per ricerca, estrazione e utilizzazione di fluidi geotermici o acque calde, comprese quelle sgorganti da sorgenti per potenza termica complessiva non superiore a 2.000 kW termici, anche per eventuale produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario ad emissione nulla.

Le piccole utilizzazioni locali di cui al comma 1, dell’art 10 del Dlgs n.22/2010, sono disciplinate dal regolamento regionale concernente “Disciplina delle piccole utilizzazioni locali di calore geotermico, ai sensi della legge regionale 21 aprile 2016, n. 3 (Disciplina in materia di piccole utilizzazioni locali di calore geotermico) e successive modifiche”, adottato con Deliberazione della Giunta Regionale 21 dicembre 2021, n. 971, pubblicata sul BURL dell’11 gennaio 2022, n. 5, in ottemperanza all’art. 9 della Legge Regionale 21 aprile 2016, n. 3 e ss.mm.ii.

Istanze

Autorizzazioni

Intese

Impianti di produzione energia elettrica

Elettrodotti

Gasdotti e oleodotti

Piccole utilizzazioni locali

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