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Piano Regionale dei controlli - PRIC

Il PRIC è il Piano regionale dei controlli per la sicurezza alimentare, il benessere e la sanità degli animali. Esso è declinato per il periodo 2015/2018 sulla base del PNI nazionale. Il documento descrive il sistema dei controlli coordinati dall'Autorità competente regionale (ACR) nel Lazio ed effettuati dalle Autorità compenti regionali e locali (ACL) in materia di sicurezza alimentare, svolti lungo tutta la filiera, secondo una logica integrata che comprende l’igiene degli alimenti e dei mangimi, la salute e il benessere degli animali, le problematiche relative alle zoonosi (trasmissione delle malattie animali all’uomo) e i sottoprodotti di origine animale.

Così come per il Piano nazionale, il PRIC della Regione Lazio è presentato in ambiente web così che i contenuti siano accessibili con immediata visibilità e agevolata comprensione rispetto ad un documento classico. Pertanto, i vari capitoli del documento sono “spacchettati” secondo il modello nazionale nelle singole schede, disponibili in questa spazio. A fianco il link a tutti i capitoli del Piano. All’interno di ognuno sono disponibili tutti i documenti e gli atti richiamati.

In allegato il decreto n. U00366 del 29/07/2015 che ha approvato il PRIC. Tuttavia, il PRIC è per sua natura un documento in progress che si evolve e modifica con gli aggiornamenti delle norme e delle procedure. Pertanto, nelle pagine web linkate a fianco saranno  riportati tutti gli aggiornamenti su norme, atti e procedure che nel corso di vigenza del PRIC modificheranno l’atto originale, adeguandolo alle novità introdotte.

Gli obiettivi strategici individuati dal PRIC della Regione Lazio sono i seguenti:

  • La maggiore integrazione tra gli obiettivi di sicurezza alimentare ed i programmi di prevenzione per ridurre i fattori di rischio delle malattie croniche non infettive.
  • L’omogeneità degli standard organizzativi dei Servizi di controllo ufficiale per la sicurezza degli alimenti e la sanità pubblica veterinaria che sta diventando un elemento di garanzia e di confronto tra i Paesi UE; la capacità d’uso dello strumento dell’audit di sistema dovrà crescere di pari passo per superare le tentazioni locali di autoreferenzialità che, purtroppo, permangono ancora in vaste aree della prevenzione sanitaria.
  • La necessità di puntare alla qualità sanitaria delle produzioni primarie, dall’agricoltura all’allevamento degli animali produttori di alimenti, per poter assicurare la qualità e la ricchezza dell’enogastronomia laziale, puntando anche nell’ambito delle filiere corte alla valorizzazione dei prodotti tipici regionali.
  • La prevenzione veterinaria, finalizzata alla tutela della salute pubblica, perseguita  attraverso la sorveglianza epidemiologica della popolazione animale, con piani di monitoraggio ed eradicazione finalizzati a prevenire e, se necessario, debellare la diffusione delle malattie infettive e infestive, ivi comprese le zoonosi e a tutelare il benessere animale.
  • La sorveglianza integrata delle aree a rischio di contaminazione ambientale

Il coordinamento tra i diversi soggetti che effettuano controlli sul territorio è indispensabile per la ottimizzazione dei risultati e per l’efficienza nell’impiego delle risorse.

Il D.lgs. 193/2007 individua le autorità competenti nel settore della sicurezza alimentare, ai sensi del Regolamento CE n. 882/2004, in modo tassativo, assegnando tali funzioni alle diverse articolazioni del Servizio sanitario nazionale, Ministero della Salute, Regioni ed Aziende Sanitarie Locali, in relazione all’ambito di competenza territoriale. Oltre tali Autorità competenti, diversi organi di polizia e controllo, come NAS, Corpo Forestale dello Stato, Capitanerie di Porto, strutture di controllo del Ministero delle Politiche agricole, ambientali e forestali, hanno assunto  una posizione di rilievo nella repressione degli illeciti amministrativi e dei reati penali nel settore della filiera agroalimentare. Con tali attori,  fermo restando il diverso ruolo rispetto agli organi del SSN, dovranno essere sviluppati protocolli d’intesa per una maggiore efficienza ed efficacia nell’ utilizzo delle risorse. L’ integrazione dovrà coinvolgere anche le strutture regionali competenti in materia di politiche agricole, forestali e ambientali.

Nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione, sono già previste misure e modalità organizzative per gestire in modo integrato e coordinato le emergenze. Un ambito nel quale dovrà realizzarsi  tale approccio multidisciplinare è sicuramente quello legato alla  presenza sul territorio  di siti inquinati nei quali la presenza di sostanze tossiche determina gravi rischi per la salute delle popolazioni residenti, la contaminazione delle produzioni agroalimentari e dell’ecosistema, danni allo sviluppo del tessuto produttivo. In particolare, tale integrazione di soggetti e risorse si realizza a diversi livelli.

In primo luogo, sono previsti protocolli con  IZSLT, Dipartimento di Epidemiologia del SSR, ARPA, Dipartimenti di Prevenzione delle ASL per agire in modo efficiente nell’ambito dei siti che presentano gravi allarmi di contaminazione e nei quali gli interventi pluridisciplinari sono indispensabili. In questo caso, i protocolli dovranno definire ruoli, procedure, modalità di coordinamento, compresa la costituzione di Unità di crisi per emergenza al fine di rendere il controllo  efficace e completo sotto tutti gli aspetti. 

In secondo luogo, si evidenzia che se è importante muoversi in modo coordinato, altrettanto importante è la scelta di effettuare un’analisi congiunta delle informazioni in possesso delle singole strutture, non solo al fine di studiare soluzioni comuni, ma soprattutto di far emergere la non corrispondenza tra una presenza elevata di agenti patogeni riscontrata negli alimenti campionati e i casi clinici diagnosticati in relazione a tali rilievi. Il PRP prevede la sperimentazione di procedure standard per lo sviluppo di flussi informativi rapidi ed efficienti, che coinvolgano Regione, ASL e ospedali, con lo scopo di rilevare in modo sistematico e immediato tali discrepanza ed evitare il rischio di sottovalutazione di sintomatologie sospette e di allarmi per la sicurezza alimentare.

Nella stessa logica di azione coordinata si inseriscono i protocolli di collaborazione tra Regione, ospedali e servizi veterinari  per l’adozione di un panel di analisi standard per la diagnosi degli agenti patogeni responsabili di zoonosi.

Infine, la cooperazione è ancora protagonista nel Piano Regionale della Prevenzione, nello specifico nell’adozione di piani operativi standard integrati per la gestione delle emergenze epidemiche e non e gli eventi straordinari. Sono anche previste esercitazioni applicative per emergenze alimentari e di sanità animale, che coinvolgano i diversi organismi impegnati nella gestione delle emergenze e che definiscano ruoli e competenze. Per mettere a regime una modalità di intervento coordinata sono previsti moduli di formazione e addestramento sul sistema informativo comunitario RASFF,  strumento essenziale per notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi.  

L’articolo 4 del Regolamento (CE) 882/2004 insieme agli orientamenti forniti agli Stati membri con la Decisione della Commissione 2007/363/CE indicano l’obbligo di garantire la qualità, l’imparzialità, la coerenza e l’efficacia dei controlli ufficiali a tutti i livelli.

Per il raggiungimento di tali scopi, la Regione Lazio provvede in primo luogo ad attuare regolare attività di Audit sulle Aziende Unità Sanitarie Locali, proprio per verificare la correttezza e l’efficacia dei controlli effettuati dalle autorità competenti locali.

In linea generale, il primo strumento normativo che rende operativa l’attuazione delle indicazioni europee è l’Accordo Stato Regioni n. 46 siglato il 13 febbraio 2013. La Regione Lazio ha interamente recepito il documento approvato con il Decreto n. U00503 del 23/12/2013.

Il capitolo 1 di tale accordo costituisce “una linea guida per i tre livelli di autorità sanitarie competenti per pervenire al miglioramento delle performance e delle attività di controllo ufficiale secondo i principi di efficaciaappropriatezzacoerenza e qualità, nonché lo strumento per assicurare una coerente attuazione degli audit sulle autorità competenti previsti dall’articolo 4 (6) del Reg. 882/2004”.

Inoltre, la Regione ha fornito alle aziende sanitarie strumenti e linee guida affinché tali strutture provvedano a loro volta ad effettuare verifiche al proprio interno, ai fini della valutazione di efficacia dei controlli, secondo modalità standard che assicurano una rilevazione completa e approfondita. Ciò è in linea con quanto stabilito all’articolo 8 comma 3 del Regolamento 882/2004 secondo il quale le autorità competenti devono “verificare l'efficacia dei controlli ufficiali da esse eseguiti”. La determinazione che ha approvato le suddette linee guida è la n. 12471 del 4/09/2014.

Con tale atto la Regione richiama gli standard approvati con l’Accordo Stato Regione, ma va oltre indicando operativamente il tipo di verifiche da effettuare, le modalità, la frequenza, gli indicatori. In particolare, si sottolinea che la verifica deve sempre riguardare i seguenti strumenti e metodiche di controllo: campionamento, ispezione, audit, verifica, sorveglianza, monitoraggio. È infine, prevista la rendicontazione delle attività di verifica.

Infine, è evidente che per assicurare la qualità e l’efficacia dei controlli non è sufficiente dotarsi di criteri corretti, ma è indispensabile che il personale addetto sia adeguatamente formato. A questo proposito, la Regione Lazio – anche nell’ambito del Piano della Prevenzione 2014-2018 di prossima approvazione – ha programmato e attivato la formazione del personale addetto ai CU, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, garantendo a tutti gli addetti l’erogazione del corso base previsto dall’accordo Stato Regione siglato a febbraio 2013 e prevedendo il trasferimento del programma di aggiornamento del corso alle ASL per il mantenimento costante della formazione. I contenuti dei piani formativi fanno riferimento all’Accordo Stato Regioni n.46/2013 e a quanto disposto dal Regolamento n. 882/2004 in particolare all’Allegato II Capo I, che individua le tematiche per la formazione del personale che esegue i controlli ufficiali.

Le procedure documentate

  • Alimenti di origine animale – deroghe pacchetto igiene

    Determinazione n. D1373 del 30.03.10 Linee guida regionali per la fornitura di piccoli quantitativi di carni, provenienti da pollame e lagomorfi macellati nella stessa azienda agricola in cui sono allevati, dal produttore al consumatore finale o ai laboratori annessi agli esercizi di commercio al dettaglio o di somministrazione a livello locale che forniscono direttamente il consumatore; – Determinazione n. D4318 del 16.12.08 Deroghe relative alla produzione di ovini, caprini e suini lattanti parzialmente eviscerati; – Determinazione del Direttore n. 1/2008 Deroghe relative alla produzione di lagomorfi e volatili parzialmente sviscerati
     
  • Registrazione imprese alimentari

    DGR n. 3 del 14.01.11 Recepimento Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome del 29 aprile 2010 rep. n. 59/CSR e approvazione delle "Linee guida applicative del Regolamento CE 852/04 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull'igiene dei prodotti alimentari". Revoca D.G.R. 275/2006. – Determinazione n. G06917 del 12.05.14 Deliberazione della Giunta Regionale del 14 gennaio 2011 n. 3". Procedura operativa per la registrazione delle imprese alimentari ai sensi del Regolamento CE n. 852/04. Aggiornamento della Determinazione del 21 luglio 2006 n. D2145.
     
  • Riconoscimento stabilimenti alimenti di origine animale

    Determinazione n. 878 del 26 febbraio 2008 Deliberazione Giunta regionale n. 326 del 6 giugno 2006. Sicurezza degli alimenti. Riconoscimento impianti e stabilimenti ai sensi del regolamento (CE) n. 853/2004 e relative procedure. – Determinazione n. D2330 del 29.07.09 Integrazione procedimento amministrativo per il riconoscimento comunitario degli stabilimenti di produzione di alimenti di origine animale (Determinazione D0878 del 26/02/08). – Circolare regionale prot. 238394 del 28.12.12 “Regolamento 882/2004/CE Riconoscimento condizionato (art. 31 punto d)” – Circolare regionale prot. 683116 del 9/12/2014 “Audit DG(SANCO)20I4-7075 sul benessere alla macellazione: adozione misure correttive. Aggiornamento procedure regionali di riconoscimento Reg. CE n. 853/04”.
     
  • Riconoscimento e registrazione imprese del settore mangimi

    DGR n. 654 del 19 settembre 2008 Aggiornamento della deliberazione Giunta regionale 22 marzo 2006 n. 141 «Regolamento (CE) 183/2005 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 gennaio 2005 che stabilisce requisiti per l’igiene dei mangimi. Approvazione della linee guida di applicazione regionale – Determinazione n. 6243 del 9.12.2010 Regolamento (CE) n. 767/2009 sull’immissione sul mercato e sull’uso dei mangimi: procedura regionale per l’attribuzione del numero d’identificazione ad alcuni operatori del settore mangimistico già registrati ai sensi del Regolamento (CE) n. 183/05.
     
  • Benessere Animale

    DGR n. 71 del 8 febbraio 2008 Disposizioni regionali per l’autorizzazione al trasporto di animali vivi ai sensi del regolamento (CE) n. 1/2005. - Supplemento ordinario n. 24 al BURL n. 12 del 28-3-2008 – Determinazione regionale n. D4279 del 21.11.07 Regolamento CE n. 1/2005: Linee guida per l’organizzazione dei corso di formazione di formatori per conducenti e guardiani (Corso B) e formazione dei conducenti e guardiani con rilascio del certificato di idoneità (Corso C). – Determinazione regionale n. D4561 del 13.12.07 Regolamento CE n. 1/2005: Albo regionale dei formatori di primo e secondo livello ed esaminatori per lo svolgimento di corso destinati alla formazione dei conducenti e guardiani con rilascio del certificato di idoneità. – Determinazione regionale n. D0094 del 17.01.08 Regolamento CE n. 1/2005: Albo regionale dei formatori di primo e secondo livello ed esaminatori per lo svolgimento di corso destinati alla formazione dei conducenti e guardiani con rilascio del certificato di idoneità. Rettifica Determinazione regionale n. D4561 del 13.12.07. – Determinazione regionale n. B01383 del 09.04.13 Regolamento CE n. 1099/2009 – Organizzazione regionale dell’attività formativa di secondo livello in materia di protezione degli animali durante l’abbattimento. Riconoscimento degli stabilimenti di produzione e/o confezionamento di alimenti destinati ad una Alimentazione Particolare, Integratori Alimentari e Alimenti addizionati di Vitamine e Minerali, degli stabilimenti di produzione, commercializzazione e deposito ai fini della commercializzazione di Additivi, Aromi, Enzimi e degli stabilimenti di produzione, confezionamento e deposito all’ingrosso di semi e germogli. Per tale attività l’Autorità Competente è la Regione (Accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010 Rep. n. 59/CSR, DGR 3/2011 e s.m. e i.; Legge 8 novembre 2012, n. 189) (legge 24 dicembre 2012, n.228), che rilascia agli stabilimenti che ne fanno richiesta l’atto di riconoscimento sulla base degli accertamenti svolti e del parere espresso da parte dei Servizi IAN dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL territorialmente competenti in relazione ai requisiti previsti dalla normativa vigente (Regolamenti (CE) 852/2004 e (CE) 853/2004, D.M. 23 febbraio 2006, D. Lgs. 111/1992 e s.m. e i.; D.P.R. 19 novembre 1997 n. 514; D.M. 5 febbraio 1999; Reg. CE 210/2013).
     
  • Autorizzazione all'utilizzazione e commercio Acque minerali

    Ai sensi dell’art. 143, comma 2 della L.R. 14/99 lettera a), la competenza è affidata ai Comuni. Autorizzazione all'attività di commercio all'ingrosso e vendita diretta di medicinali veterinari – Determinazione n. 3752 del 20 settembre 2010 Procedure regionali per l'autorizzazione delle strutture di distribuzione dei medicinali veterinari ai sensi del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193 e successive modifiche
     
  • Riconoscimento e registrazione operatori, stabilimenti ed impianti Reg. 1069/09

    Determinazione 24 dicembre 2014, n. G18971 Applicazione regionale delle " Linee Guida per l'applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del consiglio del 21 ottobre 2009 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e dei prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2004" di cui all'Accordo siglato in Conferenza Unificata Rep. Atti n. 20/CU del 7 febbraio 2013 – recepite con Decreto Commissario ad acta n. U184 del 16.05.13.
     
  • Autorizzazione allo svolgimento dell'attività di micologo

    La materia è disciplinata dalla DGR 4724/1997 e dalla DGR n. 543 del 20 luglio 2009 di modifica alla precedente, che individua l’ispettorato micologico della ASL RMG quale struttura tecnica di riferimento regionale per gli ispettorati micologici. La Determinazione n. D1474 del 13 aprile 2010 “Trasferimento del Registro Regionale dei micologi alla struttura tecnica di riferimento regionale per gli Ispettorati micologici operante presso il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl RM/G” affida a tale struttura la tenuta e l’aggiornamento del Registro Regionale dei micologi e la trasmissione dell’elenco dei soggetti che hanno superato l’esame finale per il conseguimento dell’attestato di micologo e dell’elenco degli ispettorati micologici attivati sul territorio.
     

Deroghe prodotti tradizionali

La determinazione 147 del 21/01/2008 prevede disposizioni per la Concessione di deroghe per i prodotti tradizionali ai sensi dei Regolamenti (CE) n. 852/04 e n. 853/04 e successive modifiche ed integrazioni.

Saranno oggetto di successivi provvedimenti le procedure relative a:

  • Sistema Sanzionatorio
  • Autorizzazione Centri di raccolta e magazzinaggio sperma, gruppi di raccolta e produzione embrioni per Scambi Comunitari
  • Autorizzazione Stazioni di monta naturale pubblica, stazioni di inseminazione artificiale equina, centri di produzione dello sperma, recapiti, gruppi di raccolta embrioni, gruppi di produzione embrioni per Commercio Nazionale

Nel corso del periodo di vigenza sarà consentito se necessario apportare modifiche al Piano.

A seconda della tipologia e dell’importanza strategica o operativa delle modifiche o integrazioni da apportare, saranno attivate procedure diverse e a diversi livelli gerarchici per il coinvolgimento delle strutture interessate.

Gli aggiornamenti saranno elaborati nel rispetto delle modalità di redazione e trasmissione stabilite dal punto di contatto regionale, avvalendosi della collaborazione del  gruppo di lavoro per la redazione del PRIC, di cui alla determinazione regionale Determinazione n. G18967 del 24 dicembre 2014.

L’ACR comunicherà gli aggiornamenti al Ministero della Salute ed alle Autorità competenti e darà ampia divulgazione tramite il portale internet della Regione Lazio.

Il Punto di contatto regionale

Il Punto di contatto Regionale per il Piano Regionale integrato dei controlli 2015-2018 (PRIC 2015-2018) sulla sicurezza alimentare, il benessere e la sanità animale è la Dott.ssa Alessandra Barca – Dirigente dell’Area Promozione della Salute e Prevenzione della Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria.

Il Punto di contatto Regionale cura la redazione del PRIC e della Relazione annuale, avvalendosi della collaborazione del  gruppo di lavoro per la redazione del PRIC, di cui alla determinazione regionale Determinazione n. G18967 del 24 dicembre 2014 e di tutte le Amministrazioni coinvolte; inoltre, amministra le attività di coordinamento inter-istituzionale che si rendano necessarie per la corretta attuazione del Piano.

La Relazione annuale al PRIC viene compilata sulla base dei contributi predisposti dai referenti degli uffici regionali e delle altre Amministrazioni nel rispetto delle modalità di redazione e trasmissione stabilite dal punto di contatto regionale, avvalendosi della collaborazione del  gruppo di lavoro per la redazione del PRIC, di cui alla determinazione regionale Determinazione n. G18967 del 24 dicembre 2014.

I diversi Piani di controllo approvati con le Determinazioni citate nel presente documento per i singoli settori di applicazione forniranno i dati relativi agli esiti dell’attività di controllo svolta.

La tipologia e la tempistica dei flussi è dettagliatamente definita dalla Determinazione n. 1642 del 22 marzo 2012.

La relazione annuale al PRIC sarà trasmessa al Ministero della Salute secondo tempi e modalità da esso indicati e coerenti con gli obblighi dello Stato membro nei confronti della Commissione stabiliti nella Decisione CE 654/2008.

La Relazione annuale, approvata dalla Direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria, viene pubblicata sul portale della Regione Lazio.
 

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